linea vita - sistemi anticaduta - sistemi di ancoraggio - normativa UNI EN 795

Le “cadute dall’alto” sono la prima causa di
infortunio negli incidenti sul lavoro

 

Le relative conseguenze, sono spesso mortali o comunque fortemente invalidanti: in Italia circa il 60% degli infortuni mortali ed un migliaio di casi di inabilita’ permanente nel settore delle costruzioni e’ dovuto a tale forma di infortunio.

Per prevenire il pericolo di caduta dall’alto, la normativa (DPR 164/56, D.Lgs 626/94, D.Lgs 81/2008) ha da tempo introdotto, per tutti i lavori eseguiti ad oltre due metri di altezza dal suolo, l’obbligo di realizzare apposite “Misure di Protezione Collettive” e di utilizzare i cosidetti “Dispositivi di Protezione Individuali”. Ha inoltre individuato le figure professionali che hanno il compito di seguire le fasi di progettazione e realizzazione dell’opera ed ha esteso l’obbligo in materia di sicurezza a tutta la vita del fabbricato, cio’ non esimendo il committente dal rispondere delle scelte effettuate.

Ecco quindi la necessità, gia’ in fase di progettazione di un edificio, di:

  • individuare tutte le situazioni di rischio che espongano il personale al rischio di caduta, derivanti dalle operazioni di accesso, di transito e di stazionamento in quota, anche in previsione dei successivi interventi manutentivi sul tetto (manutenzioni ordinarie e straordinarie);
  • prevedere l’intallazione sul tetto di “punti di ancoraggio” o “linee vita”, che costituiscono dei veri e propri “impianti di sicurezza” salvavita e che devono essere dislocati in modo da procedere in sicurezza su qualsiasi parte della copertura, a partire dal punto di accesso, fino al punto piu’ lontano.

l costo di tali impianti, rispetto al costo complessivo dell’opera, incide in misura poco rilevante ed è inoltre presto ammortizzato nei successivi interventi di manutenzione, più rapidi e sicuri.
Il committente e/o il proprietario del fabbricato è il soggetto che decide di dotare il proprio edificio del sistema di ancoraggio, e si impegna a provvedere alla sua regolare manutenzione per garantire nel tempo la costante efficacia dei dispositivi di ancoraggio, conserva la documentazione tecnica rilasciatagli dal progettista e dall’installatore e si impegna a mostrarla e renderla disponibile ai lavoratori che, successivamente, dovranno lavorare sulla copertura. Nel caso del condominio, i diversi proprietari degli appartamenti delegano all’amministratore condominiale la responsabilità e la gestione di tutte le parti comuni, quindi anche della copertura e del relativo sistema di ancoraggi per la protezione delle cadute dall’alto.

Gli altri soggetti coinvolti, oltre al committente, sono:
il progettista, l’impresa, le amministrazioni ed i tecnici comunali, il direttore lavori, l’intallatore utilizzatore, l’utilizzatore successivo.

 

Il vigente “TESTO UNICO SULLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO” è il
Decreto Legislativo n. 81 del 9 Aprile 2008

L’articolo 115 -Sistemi di protezione contro le cadute dall’alto- recita al Comma 3:
“il sistema di protezione deve essere assicurato, direttamente mediante connettore lungo una quida o linea vita, a parti stabili delle opere fisse o provvisionali”.

 

La Commissione “Sicurezza” dell’UNI segue i lavori europei sull’argomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.

I DISPOSITIVI ANTICADUTA DALLE COPERTURE SONO SOTTOPOSTI ALLA NORMA UNI EN 795:2002

che specifica i requisiti, i metodi di prova, e le istruzioni per l’uso e la marcatura di dipositivi di ancoraggio progettati esclusivamente per l’uso con dispositivi di protezione individuale.

Tale norma definisce inoltre le varie tipologie di ancoraggio che si distinguono nelle seguenti classi:

  • Classe A1: ancoraggi strutturali progettati per il fissaggio a superfici verticali, orizzontali ed inclinate;
  • Classe A2: ancoraggi strutturali progettati per il fissaggio a tetti inclinati;
  • Classe B : dispositivi di ancoraggio provvisorio portatili;
  • Classe C : dispositivi di ancoraggio che utilizzano linee di ancoraggio flessibili orizzontali;
  • Classe D : dispositivi di ancoraggio che utilizzano rotaio di ancoraggio rigide orizzontali;
  • Classe E : ancoraggi a corpo morto.
 

LEGGI REGIONALI – Norme per il Governo del Territorio
Le Regioni emanano propri provvedimenti/regolamenti di attuazione e demandano ai Comuni il compito di adeguare i propri regolamenti edilizi.

Con tali provvedimenti le regioni stabiliscono principalmente:

  • i criteri di progettazione e le istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive da predisporre negli edifici (sia di nuova costruzione che esistenti, di qualsiasi tipologia e destinazione d’uso) per l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori di manutenzione in quota in condizioni di sicurezza
  • i contenuti del Fascicolo Tecnico della copertura.
 

IL FASCICOLO TECNICO

Costituisce uno strumento attraverso il quale definire fin dall’inizio le misure tecniche necessarie perchè gli interventi successivi siano eseguiti in sicurezza. Il proprietario o comunque il committente responsabile dell’immobile (amministratore condominiale, responsabile della sicurezza nel caso di attività non residenziali, etc..) lo conserva, a disposizione del personale incaricato dell’esecuzione dei lavori successivi (quali imprese edili, manutentori, antennisti) al quale devono essere fornite tutte le informazioni scritte sulle misure tecniche predisposte e le istruzioni per un loro corretto utilizzo. Il fascicolo tecnico deve essere aggiornato in occasione di ogni intervento eseguito sulla copertura e, poiche’ segue tutta la vita dell’edificio, deve essere trasmesso ad ogni cambio di proprieta’.

 

Estratti scaricabili

D.Lgs 81-08 – art.115
D.Lgs 106-09 – art.72
Norma Italiana UNI EN 795

 

Link esterni

DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008 , n. 81
Decreto Legislativo 3 agosto 2009, n. 106 – Ministero del lavoro …